CHICAGO: la casella di partenza della Route 66

Illustrazione vintage: lo skyline di Chicago con il Cloud Gate (The Bean) e un treno della sopraelevata — copertina della tappa Chicago

Prima di lanciare il dado e mettere la pedina sull’asfalto della Mother Road, c’è una città che fa da tutorial alla partita più bella d’America. Si chiama Chicago — e qui nessuno ha voglia di “passare il turno”.

Illustrazione vintage in stile gioco da tavolo: skyline di Chicago su un tabellone con casella START, dado e pedine
Casella numero uno: Chicago. Si parte da qui. 🎲

In questo articolo ti porto a Chicago per due giorni: scopri con me cosa vedere, dove mangiare e quali “caselle nerd” non puoi proprio saltare così, quando ci arriverai, saprai già come giocarti al meglio la prima tappa della Route 66.

🎲 Scheda della Tappa — il regolamento in breve

  • 👥 Giocatori: in solitaria, in coppia o in squadra
  • ⏳ Durata partita: 2 giorni (2 notti)
  • 📅 Stagione di gioco consigliata: da tarda primavera a inizio autunno
  • 🚗 Setup (come arrivare): volo internazionale + metro CTA Blue Line dall’aeroporto al centro
  • 🎯 Missione principale: scovare il cartello “Begin Route 66”
  • 🎁 Missioni bonus: lo shopping nerd del Magnificent Mile (LEGO, Harry Potter, fumetteria storica) + il selfie con “The Bean”

Perché Chicago non è “l’antipasto”

Tantissimi pensano alla Route 66 come a un tragitto che “parte dal deserto”. Niente di più sbagliato: la Mother Road nasce in mezzo ai grattacieli, sul lago Michigan. Chicago non è l’antipasto del viaggio, è il livello tutorial: quello in cui impari le regole e ti carichi a molla prima dell’avventura vera. Saltarlo sarebbe come iniziare la campagna di un gioco da tavolo ignorando il libretto delle regole: tecnicamente si può, ma ti perdi metà del divertimento.

Setup della partita: l’arrivo

Ogni bella partita comincia con la fase di setup. Il piano di volo prevede il fuso orario a tuo favore ed ecco che guadagni ore di giornata come una carta bonus appena pescata.

Dall’aeroporto, prima mossa strategica: niente taxi salato, si prende la CTA Blue Line, che ti porta in centro per circa 5 dollari in poco più di 40 minuti. La pedina sbuca a pochi minuti a piedi dal cuore di River North: centralissimo e vivace, ma senza il caos da cartolina della via principale.

E qui una regola della casa: non si esplora una città nuova a stomaco vuoto. Mai! A due passi c’è Portillo’s, un pezzo di storia di Chicago, atmosfera anni ’30-’40 e un menù-enciclopedia dello street food del Midwest. Al primo turno due cose non negoziabili: il Chicago-style hot dog — con la regola sacra del “no ketchup”, guai a infrangerla — e la Chocolate Cake Shake, un frappè in cui hanno frullato una fetta di torta al cioccolato. Esagerato, assurdo, perfetto.

Giorno pieno: Chicago a tutto schermo

La prima è una giornata-clou: niente valigie da spostare, solo la città da esplorare a piedi, come in un buon piazzamento lavoratori.

Si parte dalla colazione al Wildberry Pancakes and Cafe: pancake alti come torri, la benzina perfetta per una giornata lunghissima. Spesso c’è coda: consideralo il “lancio del dado della pazienza” del mattino.

Il pomeriggio comincia con una passeggiata fino al Navy Pier, il molo sul lago con la ruota panoramica: aria di lago, luci colorate e la partita che entra nel vivo.

Poi la mossa che adoro: salire in alto per leggere la plancia. A Chicago c’è il 360 Chicago, in cima al vecchio John Hancock Center. Da lassù la città si srotola come un tabellone appena aperto: il reticolo perfetto delle strade, il blu del lago, i grattacieli come segnalini di altezze diverse. Dritta da viaggiatrice scaltra: prenota il tuo “turno” al 94° piano sul finire del giorno. Un cocktail al CloudBar e il sole che cala su Chicago.

Per chiudere in bellezza, la sera è acqua e architettura: il tour in battello sul fiume è la mossa che consiglio a occhi chiusi. Chicago è costellata di grattacieli moderni: uno skyline che sembra costruito tessera dopo tessera, dove ogni torre svetta con il suo profilo inconfondibile. Il gran finale, con la città che brilla sul Michigan e la sensazione di aver giocato bene tutte le mosse.

Le missioni nerd: Chicago è una città da fan

Ecco la parte che a noi del clan ludico-nerd fa brillare gli occhi. Chicago l’hai già vista mille volte sullo schermo anche senza esserci mai stato: un set a cielo aperto.

Sul grande schermo: la casa di “Mamma ho perso l’aereo” e le sue trappole vivono nei sobborghi di Chicago (a Winnetka), e c’è qualcosa di poetico nell’iniziare un viaggio dalla città che per mezzo mondo è sinonimo di “casa” e di Natale. Sul versante ruvido e verissimo c’è “Shameless”, ambientata nel South Side: l’altra faccia della cartolina, importante quanto lo skyline. E per i fan dei supereroi, Chicago è stata Gotham City: gran parte delle strade tetre del Cavaliere Oscuro di Nolan sono le sue — strizza gli occhi e quasi ti aspetti il Bat-segnale.

E i giochi da tavolo? Tranquilli, non possono mancare. Chi ha consumato le notti su “Ticket to Ride” lo sa: Chicago è uno dei grandi snodi ferroviari della mappa USA, un nodo su cui ci si accapiglia per piazzare i vagoncini. E per i collezionisti esiste perfino “Chicago Express”, dedicato proprio allo sviluppo delle ferrovie verso questa città.

Missione bonus #1 — lo shopping nerd del Magnificent Mile. Sul lungo viale ho piazzato tre tappe cucite su misura per noi viaggiatori ludici. Il LEGO Store del Water Tower Place (835 N Michigan Ave), con lo skyline di Chicago ricostruito in mattoncini in vetrina. L’Harry Potter Shop Chicago (676 N Michigan Ave), aperto nel 2025: dentro c’è il Butterbeer Bar più grande degli Stati Uniti e una sezione MinaLima, lo studio grafico che ha disegnato i libri e le insegne dei film. E Graham Crackers Comics (77 E Madison St), fumetteria storica proprio di fronte a Millennium Park: ci entri per “solo un’occhiata” e ne esci mezz’ora dopo con un sacchetto e un sorriso colpevole.

Missione bonus #2 — il selfie con il fagiolo. Il Cloud Gate, che nessuno chiama mai così: per tutti è e sarà sempre “The Bean”, lo specchio gigante del Millennium Park che riflette skyline, nuvole e te, deformato in mille modi. È kitsch? Forse. È irresistibile? Assolutamente. Una di quelle caselle obbligate che il regolamento del viaggio ti impone di conquistare.

Illustrazione in stile gioco da tavolo del Cloud Gate (The Bean) di Chicago con due pedine in primo piano
The Bean: la casella obbligata del Millennium Park, selfie deformato incluso.

Missione principale: scovare il cartello “Begin Route 66”

E adesso il momento che dà un senso a tutto: trovare il cartello “Begin Route 66”. Qui scatta la vera missione principale, perché il cartello non si trova più dove lo cercheresti: in occasione del centenario della Route 66 è stato spostato dalla sua posizione storica (in Adams Street) al Navy Pier, proprio lì dove si affaccia sul lago. Una novità che ribalta la mappa di tutti i fan e che rende la caccia ancora più divertente. La freccia, comunque, punta sempre decisa verso ovest. E già che sei al molo, è il posto perfetto anche per ritirare il Route 66 Passport e iniziare a collezionare le tappe: ma quella è già un’altra missione.

Illustrazione vintage del cartello Route 66 su un molo di Chicago al tramonto, con due pedine da gioco
Da qui in poi comincia la leggenda. Prossima casella: ovest. 🚗💨

Perché è questo il senso di Chicago sulla Mother Road. Non è una tappa “di passaggio”: è il momento in cui prepari la plancia, ti riempi lo zaino di storie e di hot dog, e finalmente metti la mano sul dado. Le caselle dopo saranno deserti, città fantasma e insegne al neon. Ma tutto comincia qui, all’ombra dei grattacieli, con il lago alle spalle e l’ovest davanti.

Consigli rapidi per giocare bene questa tappa

  • Quanto fermarsi: due notti sono il minimo sindacale, una per smaltire il viaggio e una per goderti la città.
  • Dove dormire: un quartiere centrale come River North, così torni a piedi dopo cena senza dipendere dall’auto (che qui non hai ancora ritirato).
  • Come muoverti: la CTA è la tua migliore alleata; dall’aeroporto al centro la Blue Line è imbattibile. In centro, però, le gambe fanno la parte del leone.
  • La regola d’oro del cibo: hot dog “stile Chicago” (senza ketchup!) e deep dish pizza alta come una torta.
  • L’errore da non fare: liquidare Chicago come “tanto è solo l’inizio”. È un livello tutorial, sì, ma scritto così bene che te lo ricordi per tutta la partita.

👉 Prossima tappa: Saint Louis, il portale verso l’Ovest — dove la Route attraversa il Mississippi e il grande Ovest comincia davvero.


E tu, da quale casella vorresti far partire la tua Route 66? Raccontamelo — e se ti va di vedere il viaggio prendere forma tappa dopo tappa, seguimi su Instagram @LaViaggiatriceLudica: è lì che la partita va in diretta. 🎲🚗💨

2 risposte a “CHICAGO: la casella di partenza della Route 66”

  1. Avatar Silvana Donzelli
    Silvana Donzelli

    Viene voglia di viaggiare anche a chi ha una dannata paura dell’aereo

  2. Avatar Antonella Frassineti
    Antonella Frassineti

    Grazie mille! Questa è davvero una grande soddisfazione 🤩

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *